La Legge 145/2018 (legge di bilancio 2019) ha ridefinito il percorso per l'accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria, sia per i posti comuni che per quelli di sostegno, modificando il D.lgs. 59/2017 che aveva introdotto il sistema unitario e coordinato di formazione iniziale e accesso ai ruoli nella scuola secondaria e aveva previsto un graduale inserimento nella funzione docente. 

Si veda il precedente articolo Requisiti previsti dal D.Lgs. 59/2017 per partecipare ai prossimi concorsi per docenti.

In base alla nuova disciplina, il percorso di formazione iniziale e accesso ai ruoli si articola così:

  • con cadenza biennale è bandito un concorso pubblico nazionale, su base regionale o interregionale, per titoli ed esami, per la copertura dei posti della scuola secondaria che si prevede si rendano vacanti e disponibili nel primo e nel secondo anno scolastico successivi a quello in cui è previsto l'espletamento delle prove concorsuali. All'esito del concorso si consegue l'abilitazione all'insegnamento;
  • ogni candidato può concorrere in una sola regione e per una sola classe di concorso per ciascun ordine di scuola (scuola secondaria di primo grado e scuola secondaria di secondo grado), nonché per i posti di sostegno (anche in questo caso, sia per la scuola secondaria di primo grado sia per la scuola secondaria di secondo grado) e quindi ciascun candidato può partecipare al massimo a quattro procedure;
  • per i posti comuni, il concorso prevede due prove scritte, a carattere nazionale, e una prova orale; per i posti di sostegno, prevede una prova scritta a carattere nazionale e una prova orale;
  • le graduatorie – compilate, in ogni sede concorsuale, per ogni classe di concorso e per il sostegno, sulla base della somma dei punteggi riportati nelle prove e nella valutazione dei titoli, effettuata per i soli candidati che hanno superato tutte le prove – includono solo i vincitori, pari al numero dei posti messi a concorso;
  • sulla base della graduatoria, i vincitori sono direttamente immessi in ruolo in due successivi scaglioni annuali. Rimane comunque fermo il diritto all'immissione in ruolo dei vincitori, ove occorra anche negli anni successivi;
  • i vincitori scelgono, in ordine di punteggio, l'istituzione scolastica cui essere assegnati per svolgere l'anno di formazione iniziale e prova, fra quelle della regione in cui hanno concorso che presentano posti vacanti e disponibili;
  • il percorso annuale di formazione iniziale e prova si conclude con una valutazione finale che, se positiva, assolve all'obbligo dell'anno di prova, per l'effettiva immissione in ruolo. In caso di valutazione negativa, il percorso si può ripetere una volta;
  • in caso di valutazione positiva, il docente è cancellato da ogni altra graduatoria – ad esaurimento, di merito, o di istituto – nella quale sia iscritto, ed è confermato in ruolo nella istituzione scolastica dove ha svolto il periodo di prova, dove deve rimanere per almeno altri quattro anni.

requisiti di accesso al concorso sono:

Per i posti comuni:

  • il possesso dell’abilitazione specifica sulla classe di concorso oppure il possesso congiunto di laurea (magistrale o a ciclo unico, oppure diploma di II livello dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, oppure titolo equipollente o equiparato, coerente con le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso) e 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.
  • Possono partecipare al concorso, senza conseguire i 24 CFU, coloro i quali sono in possesso di abilitazione per altra classe di concorso o per altro grado di istruzione, fermo restando il possesso del titolo di accesso alla classe di concorso ai sensi della normativa vigente.

Per i posti di insegnante tecnico-pratico:

  • il possesso dell’abilitazione specifica sulla classe di concorso oppure il possesso congiunto di laurea oppure diploma dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica di primo livello, oppure titolo equipollente o equiparato, coerente con le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso, e 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche. In “prima applicazione”, cioè per il primo dei concorsi che saranno banditi ogni due anni, per i posti di insegnante tecnico-pratico rimangono fermi i requisiti previsti dalla normativa vigente in materia di classi di concorso, ossia il diploma.

Per i posti di sostegno:

  • i requisiti previsti per i posti comuni (oppure quelli per i posti di ITP) più il titolo di specializzazione su sostegno.

Il superamento delle prove concorsuali costituisce abilitazione all'insegnamento per le medesime classi di concorso per le quali si è partecipato.

Con riferimento alla fase transitoria prevista dal D.lgs. 59/2017 la Legge di bilancio 2019 ha soppresso la previsione relativa ai concorsi da riservare a docenti non abilitati con un servizio di almeno tre anni scolastici anche non continuativi negli otto anni precedenti. Per tali soggetti ha previsto, in sede di prima applicazione, la partecipazione al concorso con la sola laurea, quindi senza i 24 CFU, per una delle classi di concorso per le quali hanno un anno di servizio e una riserva del 10% dei posti nel concorso ordinario.

Per quanto riguarda il concorso riservato a docenti già abilitati - le cui modalità di espletamento erano state definite con D.M. 15 dicembre 2017 e il cui bando era stato pubblicato nella GU Serie Generale n.33 del 9 febbraio 2018 – la Legge di bilancio 2019 ha previsto che ai soggetti che sono già stati avviati al percorso FIT nell'a.s. 2018/2019 continuano ad applicarsi le previsioni originarie, come in vigore alla data del 31 dicembre 2018, salva la possibilità di ripetere il percorso annuale per una sola volta (in caso di valutazione negativa).

Invece, i soggetti che non sono stati ancora avviati al percorso FIT, saranno ammessi al nuovo percorso annuale di formazione e prova e, dunque, saranno immessi in ruolo.

Si veda anche l'articolo Diventare docente nella scuola sul sito del MIUR

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